I 4 preconcetti sulla FIVET

I 4 preconcetti sulla FIVET

I trattamenti di PMA fanno sempre paura e lanciarsi in un trattamento di stimolazione può farne emergere più di una. Tuttavia, effettuare un trattamento di Fecondazione in Vitro è sempre più frequente oggigiorno. Biosgna avere paura di effettuare una FIVET ? noi rispondiamo così ai 4 peconcetti sulla FIVET.

Si possono verificare più malformazioni genetiche con una FIVET

La fecondazione in sé non genera delle malformazioni genetiche sull’embrione. Le tecniche utilizzate, Fecondazione convenzionale o ICSI, hanno provato la loro efficacia e non « danneggeranno » gli embrioni ottenuti, né provocheranno malformazioni sul bambino. Le statistiche sulla FIVET dimostrano un leggero aumento dei casi di aborti spontanei, mancato sviluppo dell’embrione, ma questo si spiega a causa dell’età dei pazienti di FIVET, più che per la tecnica in sé stessa.

Biosogna tenere in conto che la maggio parte delle donne in trattamento di FIVET hanno tra i 32 e i 40 anni, questo aumenta il rischio di malformazioni genetiche degli ovociti, e quindi dell’embrione.

La tecnica della Diagnosi Gentica Preimpianto permette di analizzare l’embrione prima del suo transfer in utero e scarta quindi ogni malformazione genetica.

L’assunzione di ormoni aumenta il rischio di cancro

La stimolazione ovarica esige l’assunzione quotidiana di ormoni sotto forma di punture. Si tratta di FSH ed LH, prodotti naturalmente dal corpo umano in un ciclo naturale. Alcuni studi realizzati su delle donne che hanno effettuato più di 5 stimolazioni ovariche, dimostrano che non c’è nessuna conseguenza sulla possibilità di sviluppare un cancro.

Il trattamento viene elaborato basandosi sull’età di ciascun paziente, la sua riserva ovarica e il suo percorso in PMA. Verranno richiesti degli esami a priori, per evitare ogni tipologia di effetto secondario indesiderato, e la donna potrà andare avanti con il trattamento solo se presenta un quadro medico normale.

Spesso viene consigliato alle pazienti di effettuare delle stimolazioni leggere, per non aggredire le ovaie e rischiare di danneggiare la qualità ovocitaria.

Una gravidanza a seguito di una FIVET è più rischiosa

Alcuni studi dimostrano un maggior numero di casi in cui si hanno delle complicazioni durante la gravidanza, ma questo può essere dovuto anche alla sterilità della coppia o della donna e non al trattamento ricevuto.

Per evitare le complicazioni della gravidanza, raccomandiamo ai nostri pazienti di fare una vita sana, con un’alimentazione equilibrata, di fare dello sport e cominciare una cura di vitamine insieme al trattamento : Acido folico, Vitamina D, iodio e Vitamina B per la donna.

La FIVET richiede obbligatorimente di mettersi in malattia

La paziente non dovrà obbligatoriamente mettesi in malattia dopo un trattamento di FIVET. Può tranquillamente continuare con la sua vita professionale/privata e il trattamento. Naturalmente sarà più vincolata a delle visite ecografiche e consulenze mediche specialistiche, ma questo non implica di dover lasciare il lavoro.

La stimolazione ovarica può essere essere fatta in casa, attraverso delle iniezioni sottocutanee che non richiedono l’intervento di un medico o un’infermiera.

Alcune donne ritornano al lavoro anche dopo il pick up ovarico. Trattandosi di un’anestesia leggera, la paziente si sveglierà subito e potrà riprendere la sua vita quotidiana.

L’incidenza del trattamento sulla vita della paziente dipende da ciascuna donna, ed è importante che riposi se il suo corpo lo richiede.

Noi consigliamo ai nostri pazienti di parlarne con chi li circonda e soprattuto al lavoro, per evitare un peso psicologico ulteriore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *