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Bambini nati da un trattamento di FIVET: Come dirglielo?

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Oggigiorno si ricorre sempre di più ai trattamenti di Procreazione medicalmente assistita e spesso si tende a banalizzare sugli stessi. Secondo dati statistici, in Spagna circa il 3% delle nascite annuali deriva da inseminazione artificiale o fecondazione in vitro.

 La comparsa di questi  “bambini provetta” scatena il problema dell’informazione sul metodo di concepimento. I genitori devono rivelare ai loro figli come sono stati concepiti? E se si, come e quando dirglielo?

DEVO DIRGLIELO?

 Gli studi dimostrano che non vi è un modello da seguire in merito alla rivelazione o meno della concezione del figlio. Alcuni genitori preferiscono non dire niente sul metodo di concepimento del loro tanto desiderato bambino, altri non avranno alcun problema a rivelarglielo e lo faranno in modo spontaneo.

Anche tra gli specialisti esistono opinioni contrastanti, vi sono quelli che difendono l’anonimato e quelli che invece sostengono che sia un diritto conoscere le proprie origini genetiche. Tuttavia, molti psicologi consigliano di non condizionare la vita del bimbo con questo segreto. Il suo concepimento forma parte della sua storia e nessuno può privarlo del diritto di conoscere la verità. Quando farà domande a proposito della sua nascita, della sua famiglia o “su come si fanno i bambini”, i genitori dovranno dare delle risposte chiare, senza mentire.

Françoise Dolto, dal punto di vista della psicoanalisi pensa che il bambino è inconsciamente consapevole delle sue origini e che i genitori devono solo spiegarglielo. Prende come esempio quello di una donna che soffriva di aborti ripetuti e che alla fine seguiva lo schema della madre adottiva, che le aveva nascosto la verità sulle sue origini. La verità inconsciamente integrata può manifestarsi nel bambino o adulto sotto forma si sintomi più o meno gravi.

COME E QUANDO DIRGLIELO?

Uno studio dell’Università di Cambridge ha dimostrato che l’età del bambino ha un ruolo fondamentale nel suo modo di reagire alla notizia, un bambino ad un’età infantile non soffrirà alcun trauma, contrariamente a quanto succede se la rivelazione avviene in età adulta. Al di là della PMA, si tratta delle stesse reazioni avute dai bambini che sono stati adottati. In età adolescenziale o adulta, la notizia si tradurrà in un sentimento di tradimento mentre i bambini più piccoli mostrerebbero solo curiosità e incluso interesse sul loro metodo di concepimento.

Quindi, quando dirglielo? Sfortunatamente non esistono soluzioni miracolose. Quanto più a loro agio si sentono i genitori con la situazione, tanto più facile sarà per loro trasmettere il messaggio. Se il tema della PMA è un tabù per la  famiglia, sarà più difficile per i genitori avere un dialogo con il figlio e spiegargli la situazione, in questo caso si raccomanda di ricorrere all’aiuto di uno specialista.

Se si decide di comunicare al proprio figlio che è stato concepito attraverso un trattamento di PMA, si consiglia di non dare troppi dettagli e spiegarlo semplicemente con un vocabolario che si adatti alla sua età.

Per esempio sarà necessario spiegargli la nozione di sterilità: il bimbo deve capire che il metodo naturale non funziona sempre e che a volte i medici possono aiutare il concepimento attraverso l’introduzione del seme direttamente in utero. Bisogna presentare la PMA come un metodo per far felici migliaia di coppie!

Il tema è molto più complesso quando si tratta di un concepimento con donazione di gameti. In questo caso, infatti, la verità ricopre un ruolo molto importante in quanto il bambino avrà una parte del patrimonio genetico del donatore o della donatrice. Il bambino ha bisogno di poter risalire alle sue origini per poter trovare la propria identità, anche se si tratta di una donazione anonima. Per questo motivo è meglio preparare il bambino fin dalla tenera età ed evitare che ne venga a conoscenza in modo violento (durante una discussione familiare per esempio). Alcuni psicologi consigliano addirittura di parlare con il bambino fin dalla nascita e prepararlo in maniera progressiva.

HO PAURA DELLA SUA REAZIONE

 Non si preoccupi, non tutti i bambini nati attraverso la PMA sono ossessionati dalle loro origini e a volte si sentono addirittura orgogliosi di essere stati tanto desiderati dai loro genitori.

È a questo punto che bisognerà insistere, senza esagerare! Un bambino troppo desiderato potrebbe chiedersi se effettivamente è all’altezza delle aspettative dei suoi genitori e potrebbe sentirsi costantemente sotto pressione. Bisognerà quindi dimostrargli di amarlo così com’è e che si è orgogliosi della sua personalità.

Se il bambino reagisce in malo modo, bisognerà aiutarlo ad affrontare e superare il problema. Dovrà capire che le radici e la storia familiare hanno un ruolo rilevante, ma che la cosa più importante è il presente, la sua identità attuale.

Se il malessere del bambino è troppo grande, bisognerà trattare il tema con l’aiuto di uno psicologo che lo porterà ad accettare le sue origini.

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