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Perché le donne decidono di diventare donatrici di ovuli

 Jennifer Rayward ha esaminato le ragioni che spingono le donne a diventare donatrici di ovuli.Una domanda frequente che ci fanno le donne che ricevono ovuli è, perché una donna giovane e fertile si presta alla donazione di ovuli? Essere donatrice non è un compito facile, poiché per donare ovuli, una donna deve sottoporsi a un ciclo di stimolazione con iniezioni giornaliere per 10 giorni e a un prelievo effettuato sotto sedazione profonda, incorrendo nel disagio e nei rischi che comporta questa operazione. Anche se vi è un ritorno economico, il procedimento di donazione è arduo sia emotivamente che fisicamente. La Dott.ssa Jennifer Rayward ha esaminato le ragioni che spingono le donne a diventare donatrici di ovuli.

“Penso che sia molto superficiale pensare che la donazione di ovuli si faccia esclusivamente per motivi economici. Viene pagata solo 900 euro, una cifra che non risolve molto nella vita. Inoltre, questi soldi non vengono dati alla prima persona che un giorno decide di entrare nella clinica e dice che desidera diventare donatrice. Tutte le interessate devono portare a termine un processo di formazione e di valutazione per garantire la loro idoneità a essere donatrici di ovuli.

Durante il processo di informazione e di formazione, descriviamo il ciclo, ci assicuriamo che le partecipanti capiscano che i loro ovuli possono arrivare a generare un figlio e sottolineiamo i rischi per la salute personale, affinché l’intero processo risulti chiaro. Un numero considerevole di giovani, dopo essersi informate sul processo della donazione, decidono che la donazione non fa per loro. Le donne che scelgono di andare avanti devono sottoporsi a diversi test di personalità e devono superare un colloquio con lo psicologo che attesti che la donatrice è emotivamente pronta per questo processo. Dopo aver superato i test previsti dalla legge, se la donatrice è in buona salute, allora e solo allora può donare i propri ovuli.

Data la complessità del processo di  donazione di ovuli, a mio avviso, deve esistere sempre un fondo di altruismo e un desiderio di aiutare. Alcune donatrici di ovuli hanno già dei figli e conoscono bene gli effetti positivi della nascita di un figlio. Tra di loro ci sono donne che, una volta avuti i figli desiderati, si fanno chiudere le tube e ci dicono che non avendo più bisogno dei loro ovuli sono felici di donarli affinché altre persone possano realizzare il sogno di avere figli.

Un altro fattore che, forse in altri paesi, frena  parecchie donne interessate alla donazione è l’anonimato. In Spagna esistono leggi chiare che stabiliscono che la donazione deve essere anonima. Qui, né la donatrice né la ricevente si conoscono. E il bambino che nasce non potrà mai cercare la madre biologica. La legge spagnola non potrà mai diventare retroattiva e cambiare questa clausola di anonimato e quindi l’identità della donatrice resterà sempre protetta. Per molte donne, questo fattore è determinante.

Qualunque sia la ragione per la quale una donna decide di diventare una donatrice, una cosa certa è che da quando lavoro nel mondo della fertilità, nessuna donatrice mi ha mai confessato di essersi pentita di aver donato i propri ovuli.

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