I falsi miti sulla fertilità riducono le percentuali di gravidanza

I falsi miti sulla fertilità riducono le percentuali di gravidanza

I falsi miti sulla fertilità e la procreazione umana possono ridurre le percentuali di gravidanza.

I consigli sulle posizioni sessuali che favoriscono la fecondazione o i giorni più adeguati per avere la gravidanza, che circolano su internet, sono erronei, falsi e inesatti.

È molto frequente leggere sui fori e nelle diverse pagine web, raccomandazioni sull’astinenza sessuale dell’uomo o le relazioni intime giornaliere, ed entrambi sono erronei. La qualità seminale si riduce se l’uomo passa più di sette giorni senza eiaculare o se lo fa in modo continuo.

Dalla ProcreaTec, la psicologa e ATS Raquel Pascual ci ha parlato dei miti più comuni sulla fertilità che circolano su internet e nelle reti sociali.

I dieci miti più comuni sulla fertilità

1.È facile rimanere incinta.

Il 15% delle coppie (1 su 7) soffrono di infertilità. In Spagna si calcolano circa 16.000 casi all’anno. In un ciclo mestruale, una coppia ha solo un 20% di possibilità di raggiungere un risultato positivo.

2. In qualsiasi momento del ciclo mestruale esiste la stessa possibilità per raggiungere una gravidanza.

Le donne hanno pochi giorni fertili al mese, poco prima che si produca l’ovulazione e subito dopo. Ma bisogna tenere in conto che l’ovulo vive solo da 12 a 24 ore.

3. Alcune posizioni sessuali o postcoitali favoriscono la fecondazione.

Non c’è nessuna evidenza scientifica che lo sostenga. Alzare le gambe dopo il coito o praticare solo la posizione del missionario non farà sì che gli spermatozoi arrivino all’ovulo e lo fecondino.

I falsi miti sulla fertilità riducono le percentuali

4. La donna può rimanere incinta quando lo desidera.

Il fatto di vedere continuamente donne famose oltre i 40 anni, addirittura di 50, che annunciano la loro imminente maternità, fa pensare che la fertilità femminile non abbia una data di scadenza. La realtà è che a partire dai 35 anni le possibilità di gravidanza si riducono molto e molte donne famose, che sono madri ad un’età avanzata, ci sono riuscite grazie a un trattamento di ovodonazione, cioè la donazione di ovociti di una donna giovane; o per aver vetrificato i loro ovuli quando erano più giovani.

5. Non è necessario consultare uno specialista di riproduzione assistita fino a quando non si cerca una gravidanza da almeno un anno.

Secondo la nostra specialista, quest’ affermazione deve tenere in conto l’età della donna, dato che a partire dai 35 anni è raccomandato rivolgersi a un esperto se dopo sei mesi non si è raggiunta la gestazione e, incluso prima, a partire dai 40 anni.

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6. Un aborto indica problemi di fertilità.

L’aborto è un tema abbastanza tabù nella società e molto più comune di quel che sembra. Aver sofferto una perdita gestazionale non implica che la coppia non possa avere dei figli sani. Tuttavia, se si hanno due o più aborti, bisognerebbe consultare un ginecologo esperto di riproduzione assistita per diagnosticare la causa.

7. L’alimentazione non influisce sulla gravidanza.

Vari studi indicano che il sovrappeso e l’obesità colpiscono la fertilità maschile e femminile. Nelle ultime settimane è stata pubblicata una ricerca spagnola sui benefici della dieta mediterranea per la qualità del seme e le percentuali di impianto embrionale.

8. Il fumo e l’alcohol non interferiscono nella possibilità di raggiungere una gravidanza.

Sono abitudini nocive e si ripercuotono tanto sulla fertilità dell’uomo che della donna.

9. È impossibile rimanere incinta durante la mestruazione.

È molto difficile ma non impossibile. Donne con cicli mestruali corti (con meno di 26 giorni) o irregolari, potrebbero ovulare mentre stanno ancora mestruando.

10. Nella maggior parte delle coppie, è la donna ad essere infertile.

È un’affermazione errata. L’origine del problema sta nel 30% delle donne e nel 30% degli uomini. In un ulteriore 30% il problema è di entrambi e nel 10% il problema rimane di origine sconosciute.

“Nonostante internet sia uno strumento molto utile, bisogna fare molta attenzione al contenuto di molte pagine perché possono condurre in errore. Questa cattiva informazione può far sì che una donna non consulti lo specialista quando in realtà ha un problema di fertilità”, sottolinea Raquel Pascual.

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