Riproduzione Assistita

FIVET  e dopo?

Un programma di riproduzione assistita non è un cammino facile. La coppia, o la donna, possono dover far fronte a vari fallimenti e delusioni.  Nonostante le speranze e i desideri dell’  «ultimo trattamento», i medici specialisti hanno il dovere di consigliare i loro pazienti e orientarli verso il trattamento più adeguato.

 Cosa dovremmo fare quando i trattamenti di FIVET sono negativi e come possiamo decidere se bisogna passare ad un’altra tecnica?

La FIVET (Fecondazione  In Vitro) è  un processo di laboratorio in cui, gli ovociti estratti alla paziente dopo essersi sottoposta ad un trattamento di stimolazione ovarica, vengono messi in contatto con il seme per essere fecondati. Ma la risposta alla stimolazione non viene sempre garantita anche se vi sono alcuni parametri condizionanti che permettono ai medici di pronosticare il risultato del trattamento:

L’età: il trattamento di FIVET viene consigliato alle donne trai 37 e i 42 anni con diagnosi di infertilità. Al di sotto dei 37 anni il problema diagnosticato ci indicherà se la paziente potrà fare un’inseminazione o se dovrà procedere con una fecondazione in vitro. A partire dai 42 anni, invece, sarà molto difficile che la paziente possa restare incinta con i suoi propri ovuli.

I valori ormonali: in generale, i trattamenti di FIVET hanno una percentuale di riuscita minore se l’FSH è superiore a 10UI/l e/o i valori dell’estradiolo sono superiori a 80pg/ ml all’inizio del ciclo.

– Assenza totale di risposta alla stimolazione ovarica dopo vari tentativi.

– Altri parametri come ovaie policistiche o fattori immunologici possono diminuire le percentuali di successo.

fivet e dopo

Quando la donna si trova al limite di questi parametri, dovrà chiedersi se preferisce fare un ulteriore tentativo prima andare avanti. Questa decisione, legata logicamente a criteri clinici, comporterà anche uno sforzo psicologico. Prima di pensare a fare un ultimo tentativo di FIVET, i pazienti dovranno cominciare a prendere coscienza e convincersi che è improbabile che riescano ad avere un figlio con i loro gameti. Accettare questa situazione sarà molto importante per i pazienti al fine di non avere rimorsi dopo la realizzazione del trattamento.

Le eventuali opzioni, dopo un trattamento di FIVET, dipenderanno dalla diagnosi di infertilità e dal desiderio dei pazienti. Tra l’adozione, la rinuncia ad avere figli o la maternità surrogata, indicheremo di seguito le opzioni che propone una clinica di fertilità:

La donazione di gameti. I problemi di fecondazione di una coppia possono avere a che fare con una cattiva qualità degli ovociti o degli spermatozoi. Per questo motivo, una donazione di seme o di ovuli procedenti da un donatore o donatrice giovani e fertili, aiutano ad ottenere embrioni di buona qualità e possono garantire un migliore risultato del trattamento.

– La donazione di embrioni: si riferisce all’adozione di embrioni donati da ex pazienti che si siano sottoposti ad un trattamento e che abbiano deciso di donare gli embrioni in eccesso, sempre che rispettino i requisiti imposti dalla legge.  Solitamente le coppie che decidono di donare i loro embrioni sono già diventati genitori di uno o più figli.

 Oggigiorno i progressi scientifici fanno si che aumentino sempre di più le speranze nei risultati di FIVET, grazie all’uso di tecniche come l’ICSI, la MACS, o l’uso dell’Embryoscope che ha aumentato le possibilità di successo.

Alla  ProcreaTec,  i nostri pazienti saranno sempre trattati con sincerità ed obiettività. Dopo una diagnosi completa verrà proposto loro un piano terapeutico assicurandosi che il paziente abbia compreso tutte le possibilità esistenti, le garanzie di successo, i rischi e le conseguenze che possa comportare ciascun trattamento.

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