La valutazione degli ovociti dopo il prelievo ovocitario

Durante il ciclo mestruale, una serie di ovociti inizierà il processo di maturazione nelle ovaie, ma l'ovulazione interesserà solo l'ovocita più idoneo.Durante il ciclo mestruale, una serie di ovociti inizierà il processo di maturazione nelle ovaie, ma l’ovulazione interesserà solo l’ovocita più idoneo.

Quando viene eseguito un ciclo di riproduzione assistita all’interno di una clinica di fertilità e vengono stimolate le ovaie, la maggior parte degli ovociti riesce a svilupparsi.

Nagore Uriarte, embriologa certificata dalla ESHER e membro del team di biologia di ProcreaTec  da oltre cinque anni, racconta in che modo si valutano gli ovociti.

“Il giorno del prelievo ovocitario otteniamo gli ovuli che si sono sviluppati all’interno dei follicoli. Viene aspirato, mediante un ago, il complesso cumulo-corona, ossia i follicoli, ma nel laboratorio non è possibile conoscere lo stato di maturazione degli ovociti fino a quando non vengono rimosse le cellule esterne. Questa rimozione consiste nell’eliminazione delle cellule che circondano l’ovocita, che hanno la funzione di fornire ormoni agli ovuli affinché questi possano maturare.

Una volta eliminate le cellule, è possibile utilizzare solo gli ovociti maturi, che in laboratorio vengono classificati nello stadio di metafase II.

Gli embriologi sono consapevoli del fatto che la maturazione ovocitaria non garantisce il successo o la fine del processo, perché numerose anomalie ovocitarie possono compromettere lo sviluppo degli embrioni generati e che in alcuni di essi la fecondazione non sarà portata a termine.

Tra le anomalie degli ovociti figurano: le grandi dimensioni, che di solito generano anomalie cromosomiche; una zona pellucida molto spessa; un corpo polare frammentato o citoplasma con inclusioni o aggregazioni con reticolo endoplasmatico liscio.

Spesso i pazienti mi chiedono in che modo è possibile migliorare la qualità degli ovociti. Talvolta con un protocollo di stimolazione diverso otteniamo una qualità leggermente superiore. Tuttavia, si può affermare che l’età della donna è il fattore più determinante sia nella riserva che nella qualità degli ovociti.“

Nagore ha affermato che non esiste una classificazione universale della qualità degli ovociti, e che la percentuale di successo del trattamento non dipende tanto dalle caratteristiche morfologiche degli ovociti quanto dall’età della paziente. È importante che le donne siano consapevoli del fatto che esiste un trattamento, la vitrificazione degli ovuli, che permette di preservare la propria fertilità e, quindi, di mantenere la qualità degli ovociti, fattore che consente di decidere liberamente il momento migliore per una maternità.

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