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Le diossine influenzano la fertilità

Le distanze, di solito maggiori nei maschi che nelle femmine, si riducono nel caso di bambini le cui madri sono state esposte a una maggiore concentrazione di diossine.La distanza che va dall’ano al pene o alla vagina è conosciuta come distanza anogenitale. Questa distanza è considerata un marker affidabile per l’individuazione di determinati problemi, come le alterazioni del sistema endocrino, l’ipospadia (una malformazione congenita dell’uretra e del pene), il criptorchidismo (testicoli ritenuti), nonché la ridotta qualità dello sperma e la sterilità negli uomini giovani. Le distanze, di solito maggiori nei maschi che nelle femmine, si riducono nel caso di bambini le cui madri sono state esposte a una maggiore concentrazione di diossine, secondo uno studio condotto dal Centro per la Ricerca di Epidemiologia Ambientale (CREAL) di Barcellona.

Mezzo millimetro. Questa è la diminuzione della distanza anogenitale per ogni 10 picogrammi di diossina (1 picogrammo equivale a 10 elevato alla -12 grammi, ossia un milionesimo di milionesimo di grammo) presenti nel corpo della madre. Lo studio ha interessato 700 donne in gravidanza e i loro bambini; la concentrazione di diossina è stata misurata nel grasso materno (rispetto ai grammi di lipidi).

Le diossine sono sostanze chimiche persistenti. Sono un sottoprodotto di vari processi industriali. Ed entrano nel corpo umano attraverso l’ingerimento della carne, del pesce o dei latticini che le contengono. L’alimentazione compromette la fertilità e le diossine sono trasmesse dalla madre al bambino attraverso la placenta durante la gravidanza e dopo la nascita, attraverso l’allattamento al seno. Con l’utilizzo di varie tecniche biomediche, è stata effettuata una misurazione delle diossine e dei composti simili presenti nel sangue della madre.

Questi composti sono stati a lungo fonte di preoccupazione per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Entrambe le istituzioni hanno prescritto controlli e raccomandazioni per ridurre l’ingestione umana delle diossine presenti nei prodotti alimentari. Grazie a questo, l’esposizione alle diossine e ai composti connessi si è notevolmente ridotta nei paesi industrializzati negli ultimi decenni. Lo studio è stato condotto in collaborazione con ricercatori dell’Università di Creta (Grecia) e dell’Istituto Hospital del Mar per le Ricerche Mediche IMIM (Barcellona).

Articolo di riferimento: In Utero Exposure to Dioxins and Dioxin-like Compounds and Anogenital Distance in Newborns and Infants. Environmental Health Perspectives. Marina Vafeiadi, Silvia Agramunt, Eleni Papadopoulou, Harrie Besselink, Kleopatra Mathianaki, Polyxeni Karakosta, Ariana Spanaki, Antonis Koutis, Leda Chatzi, Martine Vrijheid, Manolis Kogevinas. http://dx.doi.org/10.1289/ehp.1205221.

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