Notizie Riproduzione Assistita

Il pioniere dell’ICSI e la Riproduzione Assistita al giorno d’oggi.

Preservazione della fertilità, transfer di uno o più embrioni, sono solo alcuni dei temi toccati durante il suo soggiorno in Spagna.

 paul devroey

Durante la prima settimana di ottobre il pioniere della microiniezione spermatica, conosciuta anche come ICSI, ha visitato il nostro paese. Paul Devroey considerato il padre dell’ ICSI e direttore del Centro di Medicina Riproduttiva di Bruxelles è già oggi parte della storia della riproduzione assistita, grazie a lui si sono potute superare molte barriere provocate dall’infertilità maschile. Nel 1991 scopriva quello che oggi conosciamo come microiniezione spermatica che, grosso modo, consisteva in selezionare un unico spermatozoide per procedere con la fecondazione dell’ovulo. Con parole sue “utilizzare lo spermatozoo adeguato nel momento adeguato”.

Durante il suo soggiorno in Spagna sono stati trattati molti aspetti della situazione attuale della fertilità nella nostra società, tra questi la maternità tardiva. A tal proposito diceva che l’unica opzione che possa evitare gli effetti dei cambiamenti della società del XXI secolo, era quella di preservare la fertilità della donna in modo preventivo.

Nell’attualità si stanno facendo molti studi, che hanno come obiettivo, grazie alla qualità rigenerativa delle cellule madri, quello di ottenere una gravidanza nelle donne che abbiano superato i 40 anni. Tuttavia, per il momento questi studi non sono stati portati a termine, l’unica opzione rimane quella di congelare gli ovuli quando questi sono ancora di buona qualità.

Per questo motivo il medico si è rivolto alla comunità scientifica, cercando di smuoverne le coscienze, esigendo una maggiore informazione verso le pazienti giovani. E allo stesso tempo richiamava l’attenzione ai mezzi perché incrementassero la proiezione dell’opzione di preservazione nella società.

Un altro punto toccato durante l’incontro è stata la valutazione del transfer di un solo embrione, questione che negli ultimi mesi è stata molto discussa dalla comunità scientifica spagnola di riproduzione assistita. Il dottore appoggiava in pieno questa pratica con lo scopo di evitare le gravidanze multipli e i rischi relazionati… tuttavia pronosticava un processo lento  relativamente al cambio di mentalità e si diceva poco ottimista sulla diffusione generalizzata di questa pratica.

Per ultimo è stato trattato un tema di cui da tempo si parla alla ProcreaTec: il miglioramento del procedimento per evitare i rischi di iperstimolazione ovarica.  La proposta di un trattamento con un procedimento più frammentato, in molte occasioni, ne aumenta l’efficacia. Questo significherebbe realizzare la fecondazione degli embrioni in un primo momento per vitrificarli, e trasferirli solo quando l’endometrio si trovi nelle condizioni adeguate. Questo procedimento ritarderebbe il trattamento di un paio di mesi ma darebbe maggiori garanzie.

La ProcreaTec, sempre attenta alle ultime innovazioni scientifiche, da tempo redige protocolli affini alle proposte descritte dal dottor Paul Devroey. Con lo scopo di offrire ai nostri pazienti un migliore servizio professionale, la nostra équipe clinica fa constanti valutazioni per poter garantire ai suoi pazienti un trattamento esclusivo e adatto al suo caso clinico.

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