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Possiamo far si che gli ovociti si ringiovaniscano?

ringiovaniscano ovociti

 

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Nel 2012 il biologo Jonathan Tilly, con la sua équipe di scienziati di Harvard, annunciavano che avevano trovato alcune cellule madri predecessori degli ovuli.

Nell’ aprile del 2015, in Canada, nasce Zain Rajani il primo bebè nato dopo aver utilizzato la nuova tecnica che Tilly aveva annunciato già nel  2012.

La notizia, pubblicata sulla rivista TIME, spiega come le cellule staminali o cellule madri introdotte nell’ovulo sano, possano ancora dividersi e aiutare a migliorare la qualità degli ovuli di donne più grandi.

La società  OvaScience,  che ha portato avanti la ricerca, spiega che le mitocondrie sono la centrale elettrica della cellula, una batteria molecolare che potenzia tutto ciò che fa la cellula.

Le mitocondrie sono abbondanti nelle donne giovani e con l’età la loro funzionalità o attività va diminuendo, da ciò parte della spiegazione che può dare luce alla fertilità femminile. Quindi, nella donna giovane, l’ovulo avrà mitocondrie con maggiore attività che nella donna di età più avanzata.  Dopo la sua scoperta nel 2012, Tilly isolò le cellule madri ed estrasse le mitocondrie, queste furono iniettate in ovociti di donne che non avevano potuto essere madri dopo un trattamento di fecondazione in vitro. Aumentando il numero di mitocondrie si aveva maggiore attività, migliorando la qualità ovocitaria.

Questa nuova tecnica è conosciuta come “augment fertility treatment” e si basa sull’ipotesi che un basso numero di mitocondrie fa sì che l’ovulo sia di bassa qualità e quindi non si fecondi correttamente.

Tuttavia, questa tecnica sperimentale, suscita polemiche  e non viene accettata dalla FDA (Food and Drug Administration ) statunitense, dato che la manipolazione di mitocondrie è stata valorata come “terapia genetica”.

Fino ad oggi questa terapia è stata utilizzata in quattro paesi su trentasei donne, di queste, 8 sono attualmente incinte. La tecnica è sperimentale e dovremo attendere i risultati che può apportare e l’opinione della comunità scientifica al rispetto. Nel frattempo possiamo continuare a sperare che poco a poco la medicina troverà nuove formule per migliorare la qualità della fertilità femminile.

Alla ProcreaTec il protocollo viene adattato alle esigenze di ogni paziente, crediamo in una medicina personalizzata in cui ciascuna terapia deve adeguarsi alle condizioni mediche di ciascun paziente.

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