Secondo ciclo di FIV, cambia qualcosa?

È normale per le pazienti che si stanno sottoponendo a un secondo ciclo di FIV pensare di trovarsi davanti ad una nuova esperienza, diversa dalla prima.

secondo ciclo fiv

Da un lato è assolutamente normale, in quanto adesso stanno affrontando il nuovo ciclo con più consapevolezza, quindi l’ansia sarà diminuita. Inoltre, hanno dovuto superare il fallimento del primo tentativo, fonte di stress e disequilibrio. Tutto ciò ha contribuito  a far sì che la donna in questo momento si senta più forte dal punto di vista emotivo  e sappia essere in grado di far fronte alle diverse tappe con maggiore tranquillità. Come se non bastasse, si è ormai stabilito un rapporto di fiducia con la clinica e con l’équipe medica, facilitando una migliore comunicazione tra le parti.

Nella maggior parte dei casi, la ripetizione di un ciclo permette all’équipe medica di conoscere meglio il corpo della paziente e la risposta di questa davanti al trattamento sarà di aiuto per stabilire il protocollo migliore in base all’esperienza del precedente trattamento di fertilità. Per questo motivo in alcuni casi è consigliabile fare un ciclo di prova di stimolazione, senza arrivare al pick up, per avere conferma della risposta e agire nel ciclo reale con maggiore precisione.

Tuttavia, indipendentemente se si tratta di un primo, un secondo o un terzo ciclo, l’incertezza e l’ansia continuano ad essere grandi, incluso per il medico. Anche se i professionisti  da più di 25 anni utilizzano le tecniche di riproduzione assistita con sempre più efficacia, questo non fa diminuire la tensione. La suspence generata dal trattamento e l’attesa del risultato sono dei momenti difficili anche per i medici, che aspettano con ansia l’esito, in quanto è anche loro obiettivo principale  che la paziente rimanga incinta. Nessuno vuole che dopo un duro lavoro e dopo molti sforzi da parte dei loro pazienti, questi non raggiungano la tanto sperata gravidanza.

È compito del medico aiutare e informare la paziente, raccogliere tutte le informazioni sul primo risultato negativo per cercare di migliorare e avere un risultato positivo nel secondo ciclo, in caso contrario sarà un fallimento anche per lui.  L’unica speranza che mantiene l’animo positivo è la consapevolezza di aver lavorato con qualità e professionalità, dando al paziente le migliori cure, i migliori servizi, le migliori tecniche e aver realizzato il procedimento  più adeguato per la sua storia clinica.

Per questo motivo è compito della clinica informare i pazienti, non solo quelli che vengono alla nostra consulta, ma anche attraverso i nostri canali di comunicazione: la nostra web, blog, reti sociali. È un compromesso dei medici dare, durante tutto il trattamento,  la documentazione necessaria e quella complementare che possa aiutare a meglio comprendere il processo. Una corretta informazione e comunicazione aiuteranno i nostri pazienti a farsi le giuste aspettative, e affrontare con più coraggio le incertezze che fanno parte di un trattamento di fecondazione in vitro.

Se ti sei sottoposta a un ciclo di fecondazione in vitro ed  è stato negativo, se ti manca l’informazione per comprendere il processo o per capire la situazione in cui ti trovi, non esitare a scriverci e cercheremo di darti quanto più informazioni possibili.

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