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Ti aiutiamo a conoscere la tua riserva ovarica

Il primo passo per poter cominciare un trattamento di riproduzione assistita sarà la realizzazione di una serie di analisi per valutare la fertilità e lo stato di salute  generale della paziente e del compagno.  Alcune delle analisi serviranno a calcolare la riserva ovarica della donna per poter  così prevedere le percentuali di successo di una possibile fecondazione in vitro.

riserva ovarica

Quali sono gli elementi che ci possono aiutare a conoscere la nostra riserva ovarica?

  • L’età:

L’età della paziente è un fattore determinante per conoscere la riserva ovarica. In effetti, a partire dai 35 anni, la riserva comincia a diminuire e con essa le possibilità di gravidanza. Rimanere incinta è sempre più difficile dai 42-43 anni, in questi casi le pazienti saranno indirizzate verso la ricezione ovocitaria in quanto, in molti casi, la difficoltà starà nella diminuzione quasi totale degli ovociti.

  • Ecografia:

L’ecografia pelvica permette di fare una valutazione della morfologia delle ovaie. Attraverso l’ecografia si potrà vedere se esistono delle cisti ovariche o se si ha un ovaio policistico.

Questa prova permette anche di fare la conta dei follicoli esistenti. Una media di 6 follicoli per ciascun ovaio può dare dagli 8 ai 10 ovociti maturi in ciascun pick up.

  • FSH:

L’ormone follicolo-stimolante (FSH) agisce sull’ovaio per stimolare lo sviluppo follicolare. La percentuale di FSH ci permetterà di sapere la capacità che hanno le ovaie, che vengono stimolate, a  produrre  ovociti. Durante la menopausa le ovaie diventano resistenti all’azione dell’FSH e la sua percentuale nel sangue aumenta,  per questo motivo il dato serve come elemento diagnostico. I livelli elevati  di FSH indicano quindi una mancanza nella riserva ovarica e possono rendere impossibile la realizzazione di un trattamento di FIVET.

Un valore minore a 10 mUI/ml di FSH tra il 2º e il 5º giorno del ciclo verrà interpretato come normale. Al di sopra di 10 si comincerà a considerare l’esistenza di una bassa riserva ovarica.

  • Ormone antimulleriano (AMH):

L’ormone antimulleriano (AMH) regola il numero di follicoli disponibili durante un ciclo mestruale.  Permette di stabilire la quantità di follicoli pre-antrali potenzialmente atti  a maturare durante il ciclo di FIVET. È un buon indicatore della riserva ovarica in quanto non dipende da un momento esatto del ciclo.

 In generale, le donne che hanno un valore dell’AMH elevato, avranno una migliore risposta alla stimolazione ovarica e potranno quindi ottenere più ovuli maturi il giorno del pick up.

Non esiste un’interpretazione unanime sulla percentuale di AMH, a grandi lineee si considera:

–             Percentuale normale: superiore a 1 ng/ml.

–              Percentuale bassa: 0,3 – 0,6 ng/ml.

–              Percentuale molto bassa : inferiore a 0,3 ng/ml.

Attenzione! I marcatori descritti in quest’articolo non permettono di determinare la qualità ovarica bensì la riserva. Attualmente non esiste alcun criterio clinico o biologico capace di prevedere o determinare la qualità ovocitaria. Per questo motivo, detta qualità potrà essere valutata dopo il pick up solo in un laboratorio specializzato e potrà variare da un ciclo all’altro.

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