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Aborti ricorrenti. Cosa sono, perché si verificano e come prevenirli.

abortoLa Società Spagnola di Fertilità definisce aborto ricorrente la perdita di tre o più gestazioni consecutive prima della 20ª settimana di gravidanza. Diversamente da quanto accade nelle donne che non hanno mai abortito, le possibilità di avere nuovamente una perdita gestazionale, aumenta  in quelle persone che in precedenza hanno  già avuto  uno o due aborti; è in questo momento che viene indicato di cominciare uno studio medico.

Vi sono occasioni in cui l’aborto precoce non viene diagnosticato in quanto si pensa in un semplice ritardo mestruale e, nella maggior parte dei casi, avere un unico aborto non condiziona la possibilità di una gestazione futura. Il 90% delle donne che ha sofferto un aborto, può tranquillamente rimanere incinta e portare a termine la gravidanza. Tuttavia, il 10% di queste donne, tornerà ad abortire. In queste situazioni bisogna realizzare uno studio dettagliato per riuscire a trovare la causa e poter così stabilire una terapia efficace per evitare una nuova perdita.

 Cause dimostrate

Cause femminili:

– Di origine genetica: è stato confermato che le donne che abortiscono spontaneamente soffrono di alterazioni cromosomiche. Anche se il fattore genetico è una delle cause meno frequenti negli aborti ricorrenti.

– Sindrome da anticorpi antifosfolipidi: molte volte gli aborti ricorrenti sono dovuti a cause sconosciute, in alcuni casi sono dovuti a fattori immunologici. Dagli ultimi studi realizzati, risulta che un 10% – 15% degli aborti ricorrenti sono dovuti alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi che si manifesta con diverse patologie in cui gli anticorpi,  che circolano nel sangue materno, provocano alterazioni nell’embrione.

Cause maschili:

Solitamente sono dovute ad alterazioni cromosomiche presenti nello spermatozoo. Per una migliore diagnosi, verrà effettuato un cariotipo in sangue e un FISH nel seme. Anche se non vi è una terapia fine a sé stessa, si può agire in funzione dell’alterazione riscontrata, solitamente si effettua un trattamento di fecondazione in vitro con diagnosi genetica preimpianto, e in questo modo trasferire solo gli embrioni sani. Se questa opzione non fosse possibile per il tipo di alterazione, l’alternativa sarebbe quella di utilizzare il seme di un donatore per evitare anomalie.

Cause possibili ma non dimostrabili:

– Di origine anatomico: alcune malformazioni uterine possono provocare l’aborto in fase avanzata della gravidanza o parti immaturi.

–  Trombofilia: caratterizzate da uno squilibrio nel sistema di coagulazione.

Cause non dimostrate o con scarso riscontro scientifico.

– Endocrine:  Ipotiroidismo o diabete potranno essere causa di aborto in donne che non si sottopongono a controlli medici regolari. Le prime settimane di gravidanza si mantiene grazie alla secrezione ormonale dell’ovaio, concretamente sarà il corpo luteo a produrre la maggior parte degli ormoni necessari. Un deficit di secrezione potrà causare una perdita precoce della gravidanza. Nel caso di pazienti con SOP (sindrome dell’ovaio policistico) si ha una maggiore percentuale di aborto, dovuto a squilibri ormonali, che hanno a che fare con livelli elevati di LH nella prima fase del ciclo mestruale.

– Altre malattie infettive o autoimmuni, che non siano la sindrome da anticorpi antifosfolipidi, sono state identificate come causa di aborto ricorrente, ma per il momento non esiste uno studio scientifico che lo dimostri.

Per una corretta valutazione, sarà necessario che entrambi i coniugi realizzino un cariotipo, uno studio di anticorpi antifosfolipidi e uno studio morfologico della cavità uterina. È, inoltre, consigliabile effettuare uno studio di trombofilia se l’aborto si è ripetuto tre o più volte. Se è il caso, sarà importante anche realizzare un FISH degli spermatozoi e valutare il DGP dopo uno studio basico positivo di aborti ricorrenti.

ProcreaTec mette a disposizione dei suoi pazienti tutti i mezzi necessari, incluso un servizio di psicologia che possa servire da appoggio durante tutto il procedimento,  tenendo in conto l’impatto psicologico che gli aborti ricorrenti possono avere sulle pazienti. 

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