Donazione di ovociti Ovodonazione

Cosa fare con gli embrioni congelati?

Embrioni congelati, scopri come puoi disporne
Embrioni congelati, scopri come puoi disporne

Le coppie che hanno avuto un bambino grazie a un trattamento di procreazione assistita, spesso si trovano nella condizione di non sapere cosa fare degli embrioni congelati e custoditi nella clinica alla quale si sono affidati. La maggior parte dei pazienti preferisce conservare gli embrioni, a volte perché vogliono dare un fratellino o sorellina ai loro figli, altre perché non sono pronti a separarsene.

Perché sono stati creati più embrioni di quelli necessari?

La qualità degli ovuli dipende soprattutto dall’età della donna. Quando questa si sottopone a un trattamento FIVET ICSI, l’obiettivo della stimolazione ovarica è quello di ottenere il maggior numero possibile di ovociti. Se la donna è giovane, le probabilità che si ottenga un numero elevato di ovociti di alta qualità è maggiore. Il successo della fase seguente, ovvero la fecondazione degli ovuli, dipende da due fattori: la qualità degli ovuli e la qualità dello sperma. Più alta è la qualità dei gameti maschili e femminili, più probabilità ci sono che vari ovociti vengano fecondati, e quindi che molti embrioni arrivino allo stadio di blastocisti (5º giorno di sviluppo dell’embrione).

Sia nei trattamenti con ovuli propri, che nell’ovodonazione, in cui le probabilità di ottenere embrioni allo stato di blastocisti sono molto alte, in quanto le donatrici sono donne giovani e sane con ovociti di buona qualità, non si può mai prevedere né il numero di ovuli che potranno essere fecondati né quanti embrioni raggiungeranno lo stadio di blastocisti. Per questo gli specialisti consigliano di fecondare sempre tutti gli ovociti ottenuti. Se per motivi etici o religiosi, il paziente non vuole creare embrioni in eccesso, si ha la possibilità di ridurre il numero degli ovociti da fecondare; in questo caso però, bisognerà tenere in considerazione il rischio che si formino pochissimi embrioni o nessuno. Ad ogni modo il congelamento degli embrioni in eccesso è obbligatorio per legge.

Come posso gestire gli embrioni congelati?

Congelare degli embrioni dopo un trattamento è sicuramente positivo, perché nel caso in cui si desideri una seconda gravidanza, o se il trattamento precedente non ha funzionato, un secondo tentativo con embrioni congelati è molto più semplice ed economico rispetto ad uno in cui gli embrioni devono essere creati. Ma come comportarsi se non si vogliono altri figli ma si hanno ancora degli embrioni crioconservati? Secondo la legge spagnola 14/2006 sulla riproduzione assistita, i pazienti che non desiderano continuare a mantenere i loro embrioni hanno due opzioni: la donazione o l’interruzione della conservazione senza ulteriore utilizzo.

Donazione degli embrioni congelati. Un regalo che non ha prezzo.

Per quanto riguarda la donazione le scelte sono due: la donazione alla scienza e la donazione ad altre coppie con scopo riproduttivo. Il primo caso risulta abbastanza complicato in quanto gli esperimenti sugli embrioni umani sono soggetti a una regolamentazione molto severa in Spagna, pertanto il loro uso per scopi scientifici è molto limitato. Per questo è probabile che, nonostante la donazione, gli embrioni rimangano in deposito per anni nella clinica, con il costo di conservazione a carico dei pazienti.

La donazione a fini riproduttivi è un gesto molto altruista perché offre ad altre coppie la possibilità di ottenere una gravidanza. Questo tipo di trattamento è chiamato Embriodonazione. Se gli embrioni da donare sono stati creati durante un trattamento di FIVET, è imprescindibile che la donna non abbia più di 35 anni e l’uomo più di 50 al momento del congelamento. Se gli embrioni invece, sono stati creati con gli ovociti di una donatrice o il seme di un donatore, sarà la loro età quella che conta. In genere, se sono stati utilizzati i gameti della coppia per creare gli embrioni, è necessario effettuare ulteriori esami clinici per poterli donare.

Non voglio più avere figli, cosa faccio con gli embrioni?

L’ultima opzione è l’interruzione della conservazione. È importante sottolineare che la conservazione non può essere interrotta su richiesta dei pazienti. La legge li considera come esseri viventi, per questo la loro distruzione è soggetta a severi requisiti legali. Per interrompere la conservazione degli embrioni, due medici esterni al centro di fertilità in cui si è effettuato il trattamento, dovranno certificare che la paziente ricettrice non è in grado di affrontare un altro trattamento o gravidanza per motivi di salute. L’età della donna in questo caso non è sempre decisiva in quanto è necessaria una ragione medica che spieghi l’impossibilità di un ulteriore trasferimento di embrioni.

Qual’ è l’età limite per il trasferimento di embrioni?

In Spagna non esiste un limite di età per le tecniche di riproduzione assistita. Tuttavia, la maggior parte delle cliniche di fertilità ha introdotto un protocollo interno che fissa il limite a 50 anni.

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